Hyungkoo Lee: l’artista noto per gli scheletri dei cartoon e per i caschi con lenti deformanti…


Hyungkoo Lee – Animatus / The Objectuals (video originale)

Hyungkoo Lee, talentuoso artista contemporaneo originario della Corea del Sud, si è messo in luce negli ultimi anni a livello internazionale soprattutto per alcune sue originali opere. In “Animatus” l’artista esegue una ricerca di anatomia su animali inesistenti, il risultato è una strana somiglianza con i personaggi di famosi cartoon. In “The Objectuals” invece Lee crea bizzarri caschi acrilici dotati di lenti per distorcere la fisionomia dell’utente…

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Chi è Hyungkoo Lee?

Hyungkoo Lee è un artista contemporaneo sudcoreano nato nel 1969 a Pohang (città della provincia sudcoreana del Nord Gyeongsang). Attualmente Hyungkoo Lee vive e lavora a Seoul.

Attività artistica di Hyungkoo Lee.

Hyungkoo Lee è uno scultore che ha creato un collezione davvero particolare. L’artista ha immaginato quali potrebbero essere le strutture scheletriche dei più popolari eroi dei cartoni animati. Modellando in resina, con fili d’acciaio, barrette di alluminio e altri materiali, e dipingendo ad olio la scultura, Lee cerca di rendere piuttosto realistici i suoi soggetti, quasi fossero degli antichi ritrovamenti di qualche paleontologo. Un paleontologo pop, potremmo dire.

Dopo l’iniziale risata che suscitano le sue sculture, è interessante come le opere facciano anche riflettere. Wile E. Coyote che insegue Road Runner è istantaneamente riconoscibile, così come Paperino, Tom & Jerry o Bugs Bunny. Anche se ridotti all’osso, questi personaggi irreali sono entrati talmente a fondo nella nostra mitologia moderna, da esserci più familiari di animali realmente esistenti. Li abbiamo antropomorfizzati e, in definitiva, li sentiamo vicini a noi. Li conosciamo bene, sono gente di famiglia. Ed ecco qui i loro scheletri, esposti in un museo.

Cosa significa? Forse che anche nel mondo moderno le mitologie sono destinate ad estinguersi? O che ad estinguersi è stata la nostra infanzia, e la nostra ingenuità così bene rappresentata da questi personaggi?

Secondo l’autore, si tratta semplicemente di analizzare e scomporre. Se i cartoni animati ci rappresentano così bene, decostruendo il loro aspetto si arriva a capire qualcosa anche di noi stessi. Abbiamo, cioè, creato i personaggi animati perché dessero corpo alle nostre gioie e ai nostri dolori, alle tribolazioni e alle vittorie: sono anche simbolo di un mondo ideale, in cui la realtà si può piegare a piacimento, in cui dolore e sofferenza sono momenti comici, e finire sotto una schiacciasassi ha per unico effetto quello di ridurci a sottilette ambulanti. “Spogliare” questi personaggi della loro illusoria carne per arrivare all’ossatura vera e propria è il senso di queste sculture. Gli scheletri, così essenziali, sarebbero un’espressione dei nostri desideri, delle nostre paure. L’essenza, cioè, della nostra caricatura.

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