Cose pop algerine: dal cous cous e musica raï alla Basilica di Nostra Signora d’Africa…

Avvolta dai tipici paesaggi desertici del nord Africa, l’Algeria è un paese dal clima mediterraneo solo sulla sua fascia costiera, le zone più interne invece hanno climi aridi oppure estremamente rigidi. Queste varietà climatiche fanno dell’Algeria un luogo dove le usanze e i costumi possono variare sensibilmente da una zona all’altra anche in virtù del fatto che il paese, nel corso della sua lunga storia, ha subito l’influenza di diverse culture: da quella romana a quella araba, da quella spagnola a quella francese.

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Algeri: la capitale ricca di storia che è anche la più grande città dell’Africa del Nord…

Algeri è la capitale dell’Algeria ed è una città tanto ricca di storia così come di cultura. Basti pensare che la storia di Algeri risale a più di duemila anni fa, quando fu fondata dai Fenici e poi governata da greci, cartaginesi, romani e vandali. Durante il periodo coloniale francese (1830-1962) la città è stata abbellita con importanti architetture in stile francese e moderno. Oggi la città è una destinazione popolare per i turisti di tutto il mondo. Attrazioni principali di Algeri sono la Grande Moschea, il Museo Nazionale, La Basilica di Nostra Signora d’Africa, la Casbah, il Parco Nazionale di Tassili N’Ajjer e la Fontana della Libertà. La città ospita anche numerosi festival culturali, concerti e spettacoli, e una vivace vita notturna.

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Basilica di Nostra Signora d’Africa: il santuario cattolico che guarda il mare dalla cima di un promontorio…

La Basilica di Nostra Signora d’Africa è un importante santuario cattolico di Algeri dalla collocazione molto suggestiva, si trova infatti su di un promontorio alto 124 metri che domina la baia sottostante e che si collega alla città tramite una funivia. La storia del santuario è legata a una statuetta in bronzo della Vergine Maria che nel maggio del 1840 fu offerta in dono al vescovo monsignor Antoine Adolphe Dupuch. Inizialmente la statuina venne custodita all’interno di un monastero trappista e solo in un secondo tempo venne trasferita ad Algeri e questo in seguito alla proclamazione, da parte di Papa Pio IX, del dogma dell’Immacolata Concezione. La festa della Nostra Signora d’Africa si celebra ogni 30 aprile.

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Chedda di Tlemcen: l’abito nuziale la cui lavorazione è patrimonio immateriale Unesco…

La chedda di Tlemcen è un abito tradizionale algerino originario della città di Tlemcen ma indossato anche nell’ovest del Paese. Prodotto dell’artigianato locale, viene indossato dalle spose di Tlemcen per la loro cerimonia nuziale. La chedda è costituita da un tradizionale caftano di velluto e filo d’oro, decorato con perle coltivate, ed è spesso abbinata a copricapi ricamati sempre con filo d’oro, collane pendenti, anelli e braccialetti alla caviglia. La chedda di Tlemcen è considerata l’abito più costoso e prestigioso che una sposa possa indossare il giorno del suo matrimonio. Dal 2012, i riti tradizionali e la lavorazione artigianale del costume nuziale a Tlemcen sono stati iscritti nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco.

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Cous cous: la pietanza tipica della zona del Maghreb e piatto nazionale algerino…

Il cous cous è un alimento tipico della zona del Maghreb e piatto nazionale algerino. Il cous cous va servito freddo ed è un piatto unico fatto con carne d’agnello, verdure e ceci. Il sapore ricco della pietanza è reso ancora più intenso dall’aggiunta delle spezie, tra cui il coriandolo e lo zenzero. La tradizione vuole che il cous cous si consumi la sera, così come facevano i popoli nomadi, tutti seduti intorno al piatto, attingendo con le mani. Il cous cous ha un valore sociale importante, si serve soprattutto durante le occasioni speciali, quando si riunisce tutta la famiglia oppure quando si ricevono degli ospiti.

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Djémila: la città patrimonio Unesco per via di importanti resti risalenti all’Antica Roma…

In Algeria sono presenti molteplici e ragguardevoli insediamenti romani. A Djémila, un comune situato vicino la costa del mar Mediterraneo, a est di Algeri, vi si trovano i resti dell’antica città di Cuicul, una colonia romana fondata verso la fine del I° secolo dopo Cristo sotto l’imperatore Nerva o più probabilmente sotto Traiano. La città ebbe un particolare sviluppo a partire dal III secolo, come sembrano testimoniare le iscrizioni relative ad opere edilizie e i mosaici delle abitazioni. Cuicul sopravvisse anche dopo la conquista da parte dei Vandali di Genserico e dopo la successiva riconquista bizantina. Il sito fu rimesso in luce dagli scavi a partire dal 1909, fino a che, nel 1982, è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

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Gandoura: la tradizionale tunica che nella sua versione femminile si chiama Jebba Fergani…

La Gandoura, anche Gandura, è una specie di tunica leggera, in lana o cotone, con o senza maniche. Normalmente è disponibile a strisce colorate, o più semplicemente bianca, ed è indossata principalmente nel Nord Africa e nell’Asia occidentale. Il termine gandoura è di origine araba. In Algeria esistono due varietà di gandoura. La prima è indossata dalle donne ed è conosciuta anche come Jebba Fergani. Questo è un tradizionale abito lungo di cotone o velluto originario della zona di Costantino (Algeria). L’abito è spesso ornato con majboud, ricami algerini dorati che sono stati nominati patrimonio culturale immateriale dall’Unesco. L’altra forma di gandoura è quella indossata dagli uomini algerini: un indumento casual simile al Jellaba marocchino ma privo di cappuccio.

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Kaftan: l’abito che le donne algerine amano indossare in occasione di cerimonie ed eventi…

Il Kaftan algerino o caffettano è un abito tradizionale sia per uomo che per donna tipico dell’Africa occidentale (soprattutto Marocco), ma diffuso anche in altri paesi del Maghreb tra cui l’Algeria. Sostanzialmente il kaftan è un’ampia tunica, per lo più a maniche lunghe, di cotone o seta, indossata con una cintura (mdama) che si dispiega in molti stili e colori, talvolta impreziosita da decori di fattura anche estremamente raffinata. Il kaftan è per le donne uno degli abiti da cerimonia per eccellenza. Durante matrimoni, battesimi e feste religiose infatti il kaftan è l’abito prediletto dalle donne algerine soprattutto in quelle zone del paese dove è ancora forte l’attaccamento ai costumi tradizionali.

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Raï: la musica algerina che canta libertà e trasgressione patrimonio immateriale Unesco…

Il raï è un genere musicale tradizionale dell’Algeria, poi diffusosi anche in Marocco; la sua origine e le sue trasformazioni sono sempre state dovute all’incontro di diverse culture. Il genere si è sviluppato agli inizi del XX secolo nella città di Orano, per poi diffondersi nel resto del paese. La sua popolarità è proseguita negli anni successivi, in concomitanza con il trasferimento di molti artisti in Francia. La musica raï contiene al suo interno un messaggio di libertà e trasgressione divenuto universale, è quindi considerata un genere per i giovani, rappresentando un canale per esprimere i propri sentimenti nella loro ricerca di libertà dalle costrizioni sociali. Il raï è stato iscritto alla lista del patrimonio mondiale immateriale dell’Unesco.

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Tè alla menta: la bevanda simbolo di ospitalità tra le più apprezzate dagli algerini…

Il tè alla menta è una delle bevande più diffuse in assoluto in tutto il Maghreb, Algeria inclusa. In questo paese infatti il tè alla menta viene preparato più volte durante il giorno e servito rigorosamente caldo. Il tè verde, come è anche chiamato soprattutto in Occidente, è considerato dagli algerini la bevanda dell’ospitalità, rifiutarlo non a caso è considerato un gesto di scortesia. Il tè è prodotto grazie all’infuso di acqua bollente su foglie di tè verde, con l’aggiunta di menta, zucchero e pinoli. In Algeria, soprattutto in inverno, quando la menta scarseggia, talvolta al posto delle foglie di menta si usano delle foglie di assenzio maggiore, che fa un tè più amaro e concentrato. Il tè alla menta è apprezzato, oltre che per il gusto, anche per le sue qualità tonificanti e digestive.

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Tipasa di Mauretania: il sito archeologico che conserva resti indigeni, punici, romani e bizantini…

Tipasa di Mauretania è un’antica città del regno di Mauretania i cui resti si trovano nell’omonima moderna città costiera, in Algeria, a circa 68 km ad ovest di Algeri. Qui sono conservati resti indigeni, punici, romani e bizantini, datati tra il VI secolo avanti Cristo e il VI secolo dopo Cristo, riflettendo in modo significativo i contatti tra queste diverse culture. Il sito archeologico è compreso tra i Patrimoni dell’umanità dell’Unesco dal 1982, mentre dal 2002 al 2006 è stato inserito nella lista dei siti in pericolo. Il sito della città antica è composto da due nuclei principali: il primo costituisce il vero e proprio parco archeologico, all’uscita ovest della città moderna, e raccoglie la maggioranza dei monumenti riportati finora in luce; il secondo nucleo invece, situato a destra della strada proveniente da Algeri, e all’esterno delle mura romane, corrisponde ad una grande necropoli cristiana.

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