La Nigeria è un paese del nord Africa dove ancora sono molto forti, all’interno della popolazione, le diverse tradizioni legate alle tante tribù e gruppi etnici di appartenenza. Il Paese sta avendo una crescita molto rapida grazie ad un’acquisita leadership nel settore dell’export e allo sviluppo del settore finanziario, crescita che fa della Nigeria la potenza economica più importante del continente africano.

Afrobeat: il genere musicale dai caratteristici ritmi afro che mescola inglese e lingua yoruba…
L’afrobeat è un genere musicale nato negli anni ’60 dalla commistione di musica tradizionale yoruba con highlife, funk, soul, jazz e R&B. Il termine “afrobeat” risale al 1966 e prende il nome dall’omonimo album dal vivo, registrato dall’inventore del genere, il polistrumentista nigeriano Fela Kuti. L’afrobeat ha vissuto, a partire dal 2017, un vero e proprio boom tanto da essere, ad oggi, uno tra i generi musicali più ascoltati a livello globale. Secondo diversi esperti e storici della musica a favorire l’espansione dell’afrobeat è stato l’utilizzo di testi meno impegnati rispetto quelli delle origini, la mescolanza di lingue africane (yoruba, ibo, twi ecc.) con l’inglese e, non ultimo, quel ritmo irresistibile, derivazione dei tradizionali battiti di tamburi e percussioni di vario genere tipiche della musica africana.
Agbada: l’elegante tunica maschile decorata con motivi tradizionali yoruba…
L’Agbada è un abito tradizionale indossato dal popolo Yoruba in tutta l’Africa occidentale ed apprezzato soprattutto in paesi come Nigeria, Togo e Benin. Questo indumento in realtà è composto di più elementi: una tunica esterna ampia e leggera chiamata “awosoke”, una sottoveste detta “awotele”, un paio di pantaloni lunghi noti come “sokoto” e un cappello chiamato “fìla”. L’agbada (letteralmente “abito voluminoso”) è un indumento ampio, largo, lungo fino alla caviglia in cui il pezzo centrale è solitamente coperto davanti e dietro da elaborati ricami. Le decorazioni di questi vestiari si rifanno principalmente alle antiche tradizioni yoruba e determinano, con la loro fattura e la raffinatezza del disegno dei motivi ricamati, la qualità della singola agbada. Questo indumento infatti viene spesso utilizzato anche in occasione di cerimonie, feste ed eventi.
Argungu Fishing Festival: la popolare manifestazione che da inizio alla stagione della pesca…
L’Argungu Fishing Festival è una manifestazione annuale della durata di quattro giorni che si svolge, tra febbraio e marzo, nello stato di Kebbi, nella parte nord-occidentale della Nigeria. La regione è composta da fertili aree fluviali, la maggior parte dei suoi abitanti infatti sono pescatori. Il festival è iniziato nel 1934 per celebrare la fine dell’ostilità secolare tra il Califfato di Sokoto e il Regno di Kebbi. In realtà la kermesse, al di là della ricorrenza storica, da inizio alla stagione della pesca nella città di Argungu. L’evento ha un importante ritorno a livello economico per tutta l’area e questo perché attrae turisti non solo dalla Nigeria e dai paesi africani limitrofi ma anche, e sempre di più, da paesi occidentali. Con gli anni l’Argungu Fishing Festival ha allargato il novero delle sue attività che ora includono: mostre di artigianato, gare di nuoto e canoa, mostre agricole e spettacoli musicali.
Durbar Festival: la spettacolare e colorata sfilata equestre in cui il popolo rende omaggio all’Emiro…
Il Durbar Festival è un’antica tradizione che risale al XIV secolo e consiste in una parata reale di migliaia di uomini a cavallo adornati con splendidi indumenti che si recano al Palazzo dell’Emiro di Kano per giurargli fedeltà. Dopodiché, lasciato il palazzo, l’Emiro di Kano si pone alla testa di un lungo corteo per sfilare tra i vari quartieri della città mentre il popolo gli rende omaggio. La quantità di gente che segue il festival per ringraziare e salutare l’emiro è davvero impressionante. Il Durbar Festival è un’esperienze culturale tra le più autentiche di tutta l’Africa occidentale. L’evento si celebra due volte l’anno per cinque giorni consecutivi in occasione delle festività religiose dell’Eid al Fitr e dell’Eid al Adha. La città di Kano è uno degli insediamenti più antichi di tutta l’Africa, popolata da oltre mille anni dagli Hausa, un gruppo etnico di religione islamica stanziato in massima parte in Nigeria.
Foresta sacra di Osun-Osogbo: l’ultima foresta sacra della cultura yoruba già patrimonio Unesco…
La Foresta sacra di Osun-Osogbo è un luogo suggestivo dove la forza della natura selvaggia convive con la bellezza dell’arte plasmata dall’uomo. Il sito, considerato l’ultima foresta sacra della cultura yoruba, si trova a nord-est di Lagos, nei pressi della città di Osogbo. La città venne fondata nel XVIII secolo lungo il fiume Osun, ed è proprio sulle rive di questo corso d’acqua che troviamo la foresta sacra omonima al fiume. Per la sua rilevanza culturale e naturale, l’Unesco, nel 2005, ha inscritto la Foresta sacra di Osun-Osogbo nella lista dei Patrimoni dell’umanità. Questo sito del resto, unico nel suo genere, rappresenta una delle ultime aree di foresta primaria nel sud della Nigeria. Ciò significa che l’ecosistema naturale non ha subito nel corso del tempo modificazioni, né interventi da parte dell’uomo, come invece è accaduto in molte altre zone limitrofe.
Fufu: la pietanza che deve il suo nome al suono emesso dall’aria durante l’impasto…
Il fufu è un impasto a base di alimenti amidacei originario del Ghana ma molto diffuso in Nigeria e in tutto il resto dell’Africa occidentale. In sostanza si tratta di una amalgama che può contenere un tubero chiamato manioca, una pianta erbacea detta igname, patate dolci e/o banane a seconda dell’area geografica in cui viene prodotto. Per preparare il fufu secondo il metodo tradizionale bisogna tagliare a pezzi e miscelare con un grande mortaio delle banane da cottura a un quantitativo doppio di manioca. Successivamente l’impasto viene cotto per circa un quarto d’ora fino a quando assume una consistenza solida. Quindi il fufu viene tagliato in porzioni più piccole e consumato assieme a zuppe o salse di carne e pesce. Il nome dell’alimento allude al suono che emette l’aria che esce quando esso viene impastato.
Lagos: la vibrante e affollata megalopoli nigeriana nota per le sue bellissime spiagge…
Lagos, con i suoi sedici milioni di abitanti, è la seconda area urbana più popolosa dell’Africa dopo quella del Cairo. Affollata, rumorosa e vivace, la città è anche il motore economico della Nigeria nonché la sua capitale culturale, e questo grazie ad un patrimonio artistico, soprattutto sul piano musicale, di livello. La città di Lagos, il cui nome deriva dal termine portoghese “laguna”, è stata dapprima un porto yoruba, quindi una colonia britannica, per poi diventare, fino al 1991 anno in cui gli subentrò Abuja, capitale della Nigeria. Lagos è famosa per le sue grandi spiagge e i resort che affacciano direttamente sull’Oceano Atlantico, non mancano poi i centri d’interesse turistico e appunto culturale come il National Museum, il Nike Art Gallery – dove è possibile scoprire il lavoro di Nike Okundaye, tra gli artisti più importanti del paese – il Lekki Conservation Centre, il Freedom Park e il Tinubu Square.
Maschere Egúngún: il costume yoruba che celebra l’incontro tra i vivi e i loro antenati…
Il popolo yoruba è uno dei maggiori gruppi etno-linguistici dell’Africa occidentale, presente soprattutto in Nigeria, ma anche in Benin, Togo e Sierra Leone. Gli yoruba hanno elaborato nel corso del tempo una cultura raffinata al centro della quale c’è un mondo religioso ricco di simboli, mitologie, cerimonie e suppellettili. Uno degli aspetti più caratteristici della religione yoruba sono le sue maschere. Tra queste la più nota ed importante dal punto di vista del rituale è forse la maschera Egúngún (la parola Egúngún può essere tradotta come “morto vivente” oppure come “abitante del cielo”), un vero e proprio travestimento nato per celebrare il culto degli antenati. Per gli yoruba infatti il rito Egúngún rappresenta la comunione tra i vivi e i propri avi, il momento in cui gli spiriti ancestrali fanno visita ai loro discendenti per benedirli, incoraggiarli e, quando necessario, giudicarli.
Parco nazionale di Cross River: la foresta pluviale con una storia evolutiva di 60 milioni di anni…
Il parco nazionale di Cross River si trova nella Nigeria sud-orientale e copre un’area di circa 4000 km² nello stato di Cross River. Il parco è costituito da due aree protette e distinte: Oban e Okwangwo. Queste due zone comprendono le ultime aree contigue di foresta pluviale della Nigeria, con alberi che raggiungono un’altezza compresa tra 40 e 50 metri dal suolo. Le ricerche effettuate hanno dimostrato che questa foresta pluviale ha una storia evolutiva di circa 60 milioni di anni. I censimenti della flora e della fauna hanno rivelato che nei due settori del parco nazionale vivono 119 specie di mammiferi, 49 specie di pesci e circa 950 specie di farfalle. Il parco è di particolare importanza per quanto riguarda la conservazione dei primati della Nigeria, in quanto entro i suoi confini vivono 18 delle 23 specie conosciute presenti nel paese.
Vino di palma: la bevanda dal gusto aromatico e dolce che si ottiene “spillando” vari tipi di palme…
Il vino di palma è una bevanda alcolica diffusa in Nigeria, così come in altre regioni dell’Africa, che si ottiene dalla linfa di diverse specie di palme, da quelle da dattero a quelle da olio fino a quelle di cocco. La linfa della palma, da cui si ricava il vino, viene estratta (o “spillata”) incidendo il tronco della pianta, a cui viene fissato un contenitore per raccogliere il liquido che fuoriesce dall’incisione. Chi esegue questa operazione viene chiamato “spillatore”. In alcune aree l’intera palma viene abbattuta per raccogliere la linfa; in questo caso, si accende un fuoco alla base del tronco per velocizzare la fuoriuscita del liquido. La linfa appena estratta è molto dolce, ma non alcolica. Subito dopo la raccolta, la linfa inizia a fermentare naturalmente a causa dei lieviti presenti nell’aria. La fermentazione si conclude nel giro di circa due ore, trasformando la linfa in una bevanda dal gusto aromatico e dolce, con una gradazione alcolica intorno al 4%.













